Lo Swing Trading è una strategia per operare sui mercati finanziari portata in auge da Kirk Northington verso la fine del primo decennio di questo secolo. All’epoca era infatti quasi del tutto sconosciuta dai piccoli e medi investitori, ma Kirk fu capace con il suo libro “Analisi Tecnica e Volatilità dei Mercati” (versione italiana a cura di Edizioni Hoepli, per chi fosse interessato alla sua lettura), di aumentarne enormemente la diffusione.
Per dirla tutta, se nello stesso periodo non vi fosse stata l’esplosione del mercato dei broker online, che ha avvicinato un numero incalcolabile di nuovi investitori al mondo del trading, probabilmente ad oggi sarebbe rimasta una tecnica ancora poco conosciuta.

E’ doveroso sottolineare che più che una vera e propria strategia, con il termine Swing Trading si intende un certo tipo di operatività, che si può riassumere in una frase: restare sul mercato il tanto che basta per trarne un dignitoso profitto. Molti “Guru” di questo settore cercano di dipingere questo metodo come una specie di potere divino in grado di trasformare chiunque in Warren Buffet in un batter di ciglio, tuttavia è necessario mettere in guardia il lettore, smentendo categoricamente questa cosa e ridimensionando le aspettative di chi si appresta ad investire i propri risparmi. Ogni strategia possiede sempre una componente di rischio più o meno elevata ed è da escludere la possibilità di arricchirsi in tempi estremamente ristretti con ognuna di esse, compresa quella presa in esame in questa guida. Fatte le dovute premesse, entriamo nel vivo della questione.

Nel seguito di questa mini guida allo Swing Trading vedremo nel dettaglio quali sono le caratteristiche principali di questo metodo, quali sono gli strumenti di analisi tecnica che occorrono per metterlo in pratica, quali gli strumenti finanziari che si prestano meglio al suo utilizzo ed infine forniremo una strategia completa che implementa lo Swing Trading con altre tecniche e buone norme operative, che ne possono incrementare sensibilmente l’efficacia e la sostenibilità sul lungo periodo.

Swing Trading – Caratteristiche Principali

Come si è accennato poc’anzi, lo Swing Trading di per sé non è una strategia, ma piuttosto una tipologia di operatività di breve e medio periodo, ovvero che consiste in operazioni che restano aperte dai 3-4 giorni alle 2-3 settimane. Quello che però viene decantato come il “segreto” per mettere a segno operazioni vincenti con questo metodo, è il cosiddetto momentum.

Il momentum è il miglior punto di entrata o il miglior punto di uscita di un trade e può essere determinato in vari modi. Kirk Northington, ha sviluppato indicatori specifici di analisi tecnica per determinare con precisione il momentum e sfruttare al meglio lo Swing Trading. Purtroppo però, nel suo libro, ne ha svelato solo in parte il sorgente, fornendo contestualmente valide istruzioni per imparare a sviluppare i propri indicatori. Per questa ragione, molti lettori sono rimasti delusi dalla lettura del testo di Kirk. Certamente il suo intento era anche quello di vendere i suoi indicatori proprietari, non lo si può negare, ma riuscire ad incuriosire le persone al punto da indurle ad apprendere un linguaggio di programmazione, non è da tutti.

Raccogliendo insieme quanto detto finora, le caratteristiche principali dello Swing Trading sono le seguenti:

  1. Operazioni brevi long e short della durata massima di 2-3 settimane.
  2. Determinazione accurata del punto di ingresso e di uscita dal trade (momentum).

Come Determinare il Momentum

Per determinare con un certo grado di accuratezza il punto di ingresso ed il successivo punto di uscita di un’operazione, ciò di cui non si può fare a meno, è di uno strumento in grado di calcolare la volatilità storica. All’infuori dei consigli di Kirk, se non vuoi passare qualche anno a sviluppare i tuoi indicatori, la soluzione migliore è quella di utilizzare quelli già presenti su tutte le piattaforme di trading. In particolare, gli indicatori che coinvolgono la volatilità nei loro calcoli, con un valore predittivo di tutto rispetto e con una discreta semplicità di utilizzo, sono le Bande di Bollinger e l’Oscillatore Stocastico.

L’utilizzo combinato di questi due strumenti garantisce risultati migliori rispetto al loro utilizzo separato. E’ bene non modificare molto i valori predefiniti dei parametri di configurazione di questi strumenti. Ricorda che quando un numero sufficiente di operatori (fisici o automatici) leggono lo stesso segnale, le probabilità di un’inversione nel breve termine sono più alte. Modificandone i parametri, non farai altro che anticipare o posticipare un segnale, rischiando di entrare con eccessivo anticipo o ritardo nell’operazione prestabilita.

Momentum, Iper acquisto e Iper vendita

Nel gergo tecnico il momentum è sinonimo di particolari condizioni di mercato chiamate nella fattispecie iper acquisto e iper vendita. Concettualmente non ci sono differenze, cambia solo il lessico, ma la sostanza non cambia. Ogni indicatore di analisi tecnica utile ad individuare segnali di possibili inversioni di tendenza, possiede i propri livelli di iper acquisto e iper vendita. Si potrebbe quindi attribuire al termine momentum, quella particolare condizione di mercato in cui diversi segnali tecnici si sovrappongono, dando luogo ad un segnale più potente e con maggiore valore predittivo.

Di seguito un esempio di grafico nel quale si notano chiaramente i livelli di ipercomprato e ipervenduto raggiunti sugli indicatori consigliati per questa tecnica.

Ai più attenti non sarà sfuggito che nel grafico sono stati cerchiati in rosso soltanto quei segnali presenti su entrambi gli indicatori, tralasciando quelli presenti su uno soltanto dei due.

Bande di Bollinger – Caratteristiche

Le Bande di Bollinger sono quelle due linee poste rispettivamente al di sopra e al di sotto delle candele del prezzo. Quella al centro di colore arancione è una media mobile di 20 periodi sulla quale normalmente vengono costruite le due bande. Il livello di iper acquisto si considera raggiunto quando il prezzo chiude al di sopra della banda superiore (la linea di color violetto). Il livello di iper vendita si considera raggiunto quando il prezzo chiude al di sotto della banda inferiore (la linea di colore azzurro).

Oscillatore Stocastico – Caratteristiche

Anche per quanto riguarda l’Oscillatore Stocastico, si possono osservare due linee: K e D.
Nel grafico riportato in figura, K è la linea di colore azzurro e D è quella di colore rosso. Sono inoltre presenti due linee orizzontali rispettivamente sui livelli 20 e 80. Esistono diverse scuole di pensiero sull’utilizzo di questo indicatore, ma per i nostri scopi si considera soltanto la linea D (rossa). Il livello di ipercomprato viene raggiunto quando D supera 80. Il livello di ipervenduto quando D scende al di sotto di 20 (linea orizzontale inferiore).

Ulteriori dettagli sull’utilizzo di questi indicatori verranno forniti nel paragrafo dedicato alla strategia completa con lo Swing Trading.

Modalità Aggregazione VS Stop Loss

Cominciamo a volgere uno sguardo alle strategie da adottare in combinazione con lo Swing Trading per moltiplicarne l’efficacia e ridurne i rischi, introducendo il concetto di aggregazione.

Non esiste trader al mondo che non abbia visto almeno una dozzina di volte il celebre film “The Wolf Of Wall Street” con Leonardo di Caprio e Matthew David McConaughey. Dunque, se ti chiedessi qual è la “regola numero uno a Wall Street” che Mark Hanna (Matthew David McConaughey) insegna a Jordan Belfort (Leonardo di Caprio), sapresti rispondere?

La risposta la conosciamo bene tutti ed è la seguente: “Nessuno sa se la borsa va giù oppure su, o di lato o in circolo”.

Questa è effettivamente la lezione più importante che qualunque investitore impara a proprie spese quando approccia per la prima volta al mondo del trading. Per tentare di risolvere questo problema i grandi attori della finanza internazionale hanno speso letteralmente milioni e milioni di dollari in consulenze. Sono state interpellate tutte le menti più brillanti: matematici, sociologi, psicologi e via discorrendo.
La domanda sorge spontanea: avranno risolto realmente il problema? Secondo il parere dello scrivente, in qualche modo sì, ma non è dato sapere il come. Si possono tuttavia fare molteplici ipotesi. Le più accreditate sono le seguenti:

  • Controllando direttamente il prezzo attraverso l’immissione o l’emissione di grosse somme di denaro.
  • Manipolando l’opinione pubblica attraverso l’utilizzo strumentale della stampa.
  • Attraverso l’adozione di strumenti derivati a margine di copertura delle operazioni e con strategie complesse neutrali rispetto alla direzione del prezzo.

Purtroppo, per i comuni mortali, le prime due soluzioni sono da scartare completamente, in quanto evidentemente fuori dalla nostra portata. Per quello che concerne invece la terza ipotesi, si potrebbe aprire uno spiraglio anche per il piccolo e medio investitore. Normalmente le strategie neutrali sul mercato, comportano l’uso di strumenti derivati complessi, quali ad esempio le opzioni. Ma anche in questo caso vi sono diversi ostacoli da affrontare, ad esempio la curva di apprendimento di tali strumenti, il numero ristretto di strumenti ai quali si possono applicare, il costo per le piattaforme abilitate, ecc.

Stop Loss – Tra Emotività e Discrezionalità

Il trader medio, affronta la realtà in maniera più razionale, decidendo a propria discrezione quale perdita sia disposto a sopportare quando il prezzo non si muove nella direzione prevista. In genere, piuttosto che affidarsi ad una scelta dettata dallo stato d’animo del momento e chiudere con un ordine a mercato, preferisce piazzare un ordine pendente ad un prezzo prestabilito e lasciare che il “destino” decida per conto suo. Lo strumento che consente di stabilire preventivamente un livello di perdita si chiama Stop Loss.

Vediamo però nel dettaglio quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa strategia di rischio controllato.

Stop Loss – Vantaggi

  • E’ possibile stabilire in anticipo la massima perdita tollerabile.
  • Aiuta il trader a mantenersi più calmo e lucido durante le sedute di trading.
  • Non comporta costi aggiuntivi per il servizio.

Stop Loss – Svantaggi

  • Non esiste una metrica precisa per determinare quale sia la distanza giusta alla quale applicarlo. Quindi è ancora una volta la soggettività del trader a far da padrona.
  • Nelle ore di maggiore volatilità dei mercati è statisticamente molto probabile incorrere in “falsi errori”. Il prezzo potrebbe infatti allontanarsi dal punto di ingresso sul mercato attivando gli Stop Loss, per poi farvi ritorno dopo brevissimo tempo.
  • Quando uno Stop Loss viene attivato l’unica certezza che ha il trader, è quella di aver incassato una perdita.

Modalità Aggregazione – L’Alternativa Vincente

Esiste una valida alternativa per la gestione del rischio, all’utilizzo dello Stop Loss ed alle perdite irreversibili da esso generate, e si chiama modalità aggregazione. Con l’evoluzione del mercato dei broker online, sono giunti finalmente alla portata di tutti gli investitori – anche quelli più piccoli – molti strumenti professionali, un tempo privilegio esclusivo degli operatori istituzionali. Stiamo parlando nella fattispecie della possibilità di scegliere tra diverse modalità operative. La vera novità è arrivata insieme alla frammentazione dei lotti minimi disponibili oggi sul mercato.

La modalità aggregazione infatti, non è di per sé qualcosa di innovativo, in quanto dovrebbe essere una tecnica ben nota fin dallo scorso secolo a tutti i buy&holder. Il binomio modalità aggregazione + lotti frammentati invece, spalanca le porte all’utilizzo di strategie altamente professionali e dal profilo di rischio estremamente basso, anche per tutti quei trader che preferiscono operare su orizzonti temporali più ristretti, come day trader e per l’appunto swing trader.

Che Cos’è La Modalità Aggregazione

Chiariamo un momento che cosa si intende per modalità aggregazione. La modalità aggregazione non è altro che la possibilità di sommare nuove posizioni a quelle già esistenti. Come risultato si otterrà lo slittamento del prezzo di acquisto o di vendita sul valore medio tra la posizione esistente e quella appena inserita. Nel gergo tecnico questa tipologia di operazione si chiama correzione o aggiustamento.

Facciamo un esempio pratico per capirci meglio. Diciamo che tizio ha acquistato un Micro Future SPX500 al prezzo di $40.00. Nelle sedute successive il prezzo ritraccia verso il basso e si posiziona a quota $30.00. A questo punto tizio può decidere di acquistare un altro Micro Future SPX500, ma questa volta al prezzo di $30.00. Il breakeven (punto di pareggio) si sposterà a quota $35.00 e sul grafico verrà visualizzata una sola operazione aperta sul livello medio di $35.00.

A prima vista potrebbe non apparire un grande affare aver ottenuto una posizione di entità maggiore, discostata comunque dal prezzo corrente di -$5.00. Guardando le cose da un altro punto di vista però, si può affermare che poco prima dell’aggiustamento, la distanza del prezzo dalla posizione si attestava a -$10.00, ovvero il doppio. Non solo, ma a differenza di un’eventuale attivazione dello Stop Loss, il quale avrebbe comportato l’incasso di una perdita irreversibile, la nuova posizione risulterà ancora aperta e con il doppio delle probabilità di ottenere un profitto.

Facciamo allora un riepilogo dei vantaggi di questa modalità operativa e diamo uno sguardo anche ai suoi punti deboli.

Modalità Aggregazione – Vantaggi

  • E’ possibile correggere le posizioni in perdita, avvicinando il punto di pareggio al prezzo corrente.
  • Si evita di incassare perdite irreversibili derivanti dall’attivazione degli Stop Loss.
  • Si incrementano le possibilità di successo di un’operazione e la portata dei profitti realizzabili.

Modalità Aggregazione – Svantaggi

  • Con il progressivo incremento del valore di una posizione e dei potenziali profitti, aumentano anche le perdite potenziali temporanee.
  • Potrebbero risultare più elevati i costi per la gestione delle posizioni aperte overnight e nei weekend.
  • Può comportare maggiore stress per il trader (specie se nuovo a questo tipo di operatività) rispetto all’utilizzo degli Stop Loss.

Nel prossimo paragrafo, vedremo come alcune tecniche di Risk Management, possono aiutare a mitigare molto alcuni degli svantaggi appena descritti per la modalità aggregazione.

Risk Management

Con i mercati estremamente volatili, tipici di questo periodo storico, non è sufficiente avere una strategia operativa dal valore predittivo statisticamente rilevante, per dormire sonni sereni e riuscire a trarre un profitto costante con il trading online. Senza un’adeguata gestione del rischio o per usare un lessico anglofono Risk Management, si possono vedere andare in fumo interi capitali o grandi fette di profitti faticosamente conquistati, nel giro di pochi mesi, giorni o persino ore.

I pilastri fondamentali su cui poggia l’amministrazione del rischio negli investimenti finanziari, sono sostanzialmente tre:

  1. Diversificazione degli investimenti
  2. Riduzione dei costi
  3. Copertura delle operazioni

Nei prossimi paragrafi daremo uno sguardo più da vicino soltanto al primo punto, in quanto è quello che avrà un peso maggiore rispetto agli altri due, nella strategia proposta in seguito in questa guida.

Diversificare gli investimenti

Per diversificazione degli investimenti si intende la distribuzione dei capitali su diversi asset e strumenti finanziari, con lo scopo di ridurre le possibilità di default. Il principio di base che lo rende un metodo estremamente efficace è piuttosto elementare: la concentrazione di tutto il capitale su un unico strumento, comporta un rischio maggiore rispetto alla suddivisione dello stesso su un numero maggiore di strumenti. Come in ogni cosa, esistono strategie diverse che possono essere attuate, tuttavia considerando il fatto che ogni investitore è diverso da un altro e diverse sono le sue peculiarità in termini di quantità di capitale, capacità, competenze e tempo disponibile, ogni strategia proposta va’ rimodellata sulla propria persona in funzione di quest’ultime.

Per chi ne avesse la possibilità, all’interno del proprio portafoglio di investimenti, andrebbe considerato anche l’inserimento di strumenti non propriamente finanziari, come investimenti immobiliari, partecipazioni societarie aziendali, crowdfunding e così via.

Per gli scopi di questa guida tuttavia, vedremo soltanto un esempio di diversificazione degli investimenti più prettamente di tipo finanziario, che possa adattarsi a qualsiasi investitore, anche con capitali molto modesti.

Diversificazione degli investimenti: un esempio concreto

La prima regola per non perdere capitale negli investimenti, è molto banalmente quella di non investire affatto. Può sembrare molto semplicistico come ragionamento, ma si tratta di un errore sottovalutato dalla maggior parte degli investitori. Secondo il parere di moltissimi esperti del settore, mantenere almeno il 30% del capitale in liquidità, può mettere al riparo da crisi inaspettate e può servire in tal caso, per ripartire nel momento più opportuno.

Alla parte restante del capitale – quello riservato agli investimenti attivi – si può applicare uno schema di questo tipo:

  • Il 50% per investimenti a basso rischio (obbligazioni, conti deposito, buoni fruttiferi, ecc.).
  • Il restante 50% in investimenti con profilo di rischio più elevato (azioni, CFD, Crypto, Forex, Futures).

Per quel 50% di capitale dedicato agli investimenti più speculativi, occorre applicare ancora una volta il principio di diversificazione. Nella strategia completa che vedremo tra breve, che unisce i vantaggi dello Swing Trading alla potenza della modalità aggregazione, per ogni singola operazione di apertura verranno impiegati non più del 2-4% del valore totale dell’account di trading. Ciò sarà possibile anche per coloro che desiderano testare la strategia partendo con piccolissime somme di denaro, grazie alla frammentazione dei lotti oggi disponibile su gran parte degli strumenti finanziari.

Strumenti Finanziari Più Adatti Per Fare Swing Trading

“Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno; insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita”.

Così recita un antico proverbio cinese che calza a pennello per questo paragrafo. Piuttosto che un mero elenco, infatti, è preferibile comprendere i motivi che rendono uno strumento migliore rispetto ad un altro. In questo modo sarai autonomo nella ricerca e potrai trovare da solo gli strumenti che meglio si addicono alle tue personali caratteristiche di investitore.

Il metodo che ti proponiamo consiste in due semplici passi.

Primo Step – Analisi della Tendenza di Fondo

Il primo elemento che occorre osservare quando si è alla ricerca di strumenti ideali per lo Swing Trading, è la linea di tendenza di fondo dello strumento preso in esame. Maggiore sarà la sua capacità di restare all’interno di un determinato range di prezzo sul lungo termine, maggiori saranno le probabilità di successo per questa strategia.

Il motivo è molto semplice: la formazione di segnali di ingresso (il cosiddetto momentum) è più frequente laddove la volatilità è piuttosto elevata ed i movimenti del prezzo sono profondi e alternati sia verso l’alto che verso il basso. Al contrario, gli strumenti che crescono o decrescono in modo costante e regolare, non offrono un numero sufficiente di opportunità di ingresso con questa strategia o peggio ancora, mostrano falsi segnali.

Grafico Silver (Argento) con storico di dieci anni mostra andamento laterale perfetto per fare Swing Trading
Silver – Timeframe settimanale
Grafico Future Nasdaq 100 su storico di dieci anni mostra andamento moderatamente rialzista. Strumento non ideale per la strategia Swing Trading
NASDAQ100 – Timeframe settimanale

Dall’osservazione dei grafici riportati qui sopra, si evince in modo inequivocabile la differenza tra uno strumento ideale per la tecnica dello Swing Trading come l’argento, ed un altro che invece sarebbe meglio evitare, come il futures sull’indice Nasdaq 100.

In particolare è l’oscillatore stocastico a fornirci questa informazione. Infatti, mostra un’alternanza di segnali di ipercomprato e ipervenduto decisamente più frequente sull’argento, piuttosto che sull’indice Nasdaq 100, nello stesso arco temporale.

Si è detto che è importante osservare la linea di tendenza di fondo di uno strumento per poterne cogliere la capacità di offrire un numero sufficiente di segnali di ipercomprato ed ipervenduto. Quando si parla di tendenza di fondo, il timeframe da utilizzare sul grafico è preferibilmente quello settimanale (weekly), in questo modo si riduce il “rumore” e si mettono in evidenza i movimenti di lungo termine.

E’ inoltre indispensabile analizzare lo storico dei movimenti di almeno 10 anni, per essere certi di individuare strumenti con tendenza per lo più laterale.

Secondo Step – Tendenza di Medio Termine e Profondità delle Oscillazioni

Il secondo passo da compiere, è quello di stringere il campo visivo sul grafico, modificando il timeframe su base giornaliera. Se anche sullo storico di circa 6-12 mesi, puoi osservare una fase per lo più laterale con profonde oscillazioni, puoi dire di aver fatto centro. Il grafico dell’argento mostrato nell’immagine seguente, rispetta perfettamente le regole descritte. Anche su base giornaliera si trova in fase sostanzialmente laterale da più di un anno ed è solcato da picchi e avvallamenti importanti.

Silver – Timeframe giornaliero

A questo punto il più è fatto. Non resta che aspettare un segnale di ingresso, per immettere un ordine a mercato. Già, ma se il segnale tardasse ad arrivare? O peggio, se non riuscissimo a cogliere il momento giusto dopo aver aspettato diversi giorni perché distratti da qualche altro impegno? Quanto tempo impiegheremmo per cominciare a guadagnare qualcosa?

Una soluzione valida potrebbe essere quella di inserire degli alert per farci avvisare quando il prezzo avrà raggiunto determinate quote. Tuttavia per fare Swing Trading non è il prezzo il dato più significativo. E’ pur vero che esistono piattaforme che permettono l’inserimento di avvisi basati anche sugli indicatori, ma resta il problema che servono due segnali su due indicatori diversi per restare fedeli alla strategia.

L’alternativa più interessante per risolvere non soltanto il problema delle lunghe attese dei segnali su grafico giornaliero, ma anche in parte la problematica relativa ai costi di mantenimento delle posizioni aperte overnight e nei weekend, è quella di operare su timeframe più ristretti. Il miglior compromesso tra l’eccesso di rumore e le attese snervanti è il timeframe orario.

In seguito vedremo come l’adozione di questo accorgimento, insieme alle tecniche descritte nei precedenti paragrafi, ci consentirà di chiudere con profitto tutti i trade, senza mai ottenere un segno meno sul bilancio del conto di trading, ad eccezione delle commissioni di apertura/chiusura (per i broker che le applicano) e dei costi minimi di mantenimento di quelle poche posizioni che resteranno aperte per più giorni.

Swing Trading – Strumenti di Lavoro

Prima di mettere in pratica la strategia completa con lo Swing Trading di seguito proposta, procurati tutti gli strumenti necessari presenti in questa lista:

  • Scegli una piattaforma di trading ed un broker affidabili, autorizzati ad operare nel territorio in cui risiedi e che possibilmente non applichino commissioni per l’apertura e la chiusura delle operazioni. Potrebbe interessarti sapere che Trading 212 è il broker di riferimento del nostro team, con il quale collaboriamo da molti anni e che presenta le caratteristiche ideali per operare con la tecnica descritta in questa guida. Qualora decidessi di aprire un conto di trading passando dal nostro link di affiliazione, riceverai in omaggio un’azione del valore massimo di 100€. Se ti servono maggiori informazioni in merito leggi questo articolo.
  • Accertati che il tuo broker consenta di operare in Modalità Aggregazione e contemporaneamente in Modalità Hedging. In questo modo potrai aprire più posizioni sullo stesso strumento e potrai incrementarle all’occorrenza. Con Trading 212, selezionando la Modalità Hedging, puoi operare esattamente come richiesto per questa strategia.
  • Qualora intendessi testare la strategia con capitali molto ridotti, affidati ad un broker che utilizzi una frammentazione dei lotti adeguata al tuo capitale iniziale. Ancora una volta Trading 212 consente di operare su moltissimi strumenti con lotti ridottissimi. Ad esempio sull’Oro, la frammentazione arriva ad un decimo (0,1) del valore di un’oncia (corrispondenti a circa 7 euro di fondi bloccati sul conto, con leva fissa 1:20).
  • Assicurati di poter operare in modalità live direttamente sul grafico e di poter disegnare, oltre alle candele del prezzo, anche gli indicatori tecnici consigliati per questa strategia: Bande di Bollinger e Oscillatore Stocastico.

Swing Trading – Strategia Completa in 9 Punti

Quello che segue è l’elenco dei punti chiave della strategia completa che implementa lo Swing Trading. Si ricorda che si tratta di una strategia proposta a scopo didattico/divulgativo e non un consiglio di investimento. Leggendo la lista che segue accetti di sollevare PercorsiDiCrescita.it da qualsiasi responsabilità per un uso improprio delle informazioni riportate.

1. Imposta il grafico

Imposta il grafico su timeframe orario. Scegli la rappresentazione del prezzo con candele giapponesi ed aggiungi le Bande di Bolinger e l’Oscillatore stocastico per individuare i segnali di ingresso.

2. Conformazione del momentum

Se operi con CFD o con strumenti sui quali è consentito sia comprare che vendere, attendi la conformazione del momentum in una delle due direzioni.

3. Segnale di vendita (Sell)

Un segnale di vendita si considera raggiunto quando il prezzo, dopo aver chiuso una o più volte al di sopra della Banda di Bollinger superiore, forma una candela di indecisione (ovvero con il corpo sostanzialmente piatto e le ombre superiore e inferiore più lunghe rispetto al corpo stesso) e la linea D dell’oscillatore stocastico supera abbondantemente il livello di 80.

Grafico che mostra il raggiungimento del momentum per la vendita
Conformazione momentum – Segnale di vendita

4. Segnale di acquisto (buy)

Un segnale di acquisto si considera raggiunto quando il prezzo, dopo aver chiuso una o più volte al di sotto della Banda di Bollinger inferiore, forma una candela di indecisione e la linea D dell’Oscillatore Stocastico raggiunge un livello inferiore a 20.

Grafico che mostra la conformazione del momentum per l'acquisto
Conformazione Momentum – Segnale di acquisto

5. Inserisci l’ordine

Inserisci un ordine a mercato utilizzando non più del 3% del saldo del tuo conto di trading. Se ad esempio il saldo è di 1000€, l’ordine di apertura non dovrà essere maggiore di 30€. Fai particolare attenzione all’eventuale leva finanziaria automatica applicata dal tuo broker. Prenditi del tempo nei giorni precedenti a quello in cui decidi di operare per effettuare i calcoli necessari. Non rischiare di sbagliare nei momenti più concitati a ridosso della formazione di un segnale.

6. Non impostare nessuno Stop Loss

Anche se può farti sentire più al sicuro, non impostare nessuno Stop Loss. Fidati dei tuoi segnali tecnici, rilassati e attendi il movimento del prezzo nella direzione prevista. Se proprio non riesci a fare a meno di utilizzare lo Stop Loss, prova ad attendere un movimento nella direzione attesa prima di inserirlo. Impostalo esattamente sul punto di pareggio (break-even) oppure con qualche pip di guadagno. Non tutte le piattaforme consentono di impostare Stop Loss positivi, pertanto ti invitiamo ancora una volta a considerare l’utilizzo di Trading212 che possiede questa funzione.

7. Incassa i profitti

Se il prezzo si muove nella direzione giusta, attendi il verificarsi di una delle seguenti condizioni prima di chiudere con profitto l’operazione:

  1. Il prezzo chiude molto vicino o supera la Banda di Bollinger sul lato opposto a quello di apertura.
  2. Su operazioni long, la linea K (veloce) dell’Oscillatore Stocastico supera abbondantemente il livello 80. Su operazioni short, la linea K scende ben al di sotto di 20.

8. Approfitta del movimento contrario

Se il prezzo si muove nella direzione opposta a quella prevista, diventa un opportunista. Considera lo strumento su cui hai scelto di operare come un qualsiasi prodotto del supermercato e aspetta l’offerta speciale per approfittare del prezzo scontato. L’unica accortezza che devi avere è quella di cambiare il timeframe sul grafico orario e portarlo su una grandezza superiore, ovvero 4h. A questo punto attenderai il verificarsi di una delle condizioni viste ai punti 3 e 4, ma questa volta su timeframe a 4 ore. Raddoppia la posizione in perdita ed attendi il verificarsi delle condizioni viste al punto 7 per chiudere la posizione in profitto.

Qualora invece il prezzo prosegua ad allontanarsi dalla tua posizione, non preoccuparti, cambia ancora una volta il timeframe e passa a quello giornaliero. Attendi nuovamente il verificarsi dei segnali visti ai punti 3 e 4, ma questa volta su base giornaliera e raddoppia nuovamente la posizione. E’ possibile che siano necessari diversi giorni prima che il segnale su base giornaliera faccia capolino. Mantieni la calma e approfitta della super offerta in arrivo. A margine di questo elenco vedremo alcuni casi particolari (es.: trend già in corso da qualche giorno, rotture di supporti e resistenze, ecc.) nei quali saranno necessari alcuni passaggi leggermente diversi da quelli appena descritti.

9. Fermati alla terza correzione

Anche se sarebbe possibile proseguire con la tecnica dell’aggregazione arrivando a raddoppiare le posizioni in perdita su scala settimanale, si consiglia di non andare oltre la terza correzione, se non in circostanze particolari quali ad esempio la possibilità di aggiungere fondi sul conto di trading. Il motivo riguarda il fatto che si rischierebbe di non rispettare le regole di Risk Management che prevedono di non concentrare più del 10% del capitale su un unico strumento finanziario.

Occorre invece attendere che tali posizioni entrino in profitto quel tanto che basta per recuperare i costi sostenuti e chiudere l’operazione. In tal caso infatti, l’attesa di segnali di chiusura su base settimanale – i quali sono normalmente molto più rari – richiederebbero troppo tempo a scapito dei margini di profitto che verrebbero erosi dalle spese di gestione.

Swing Trading – Consigli Utili e Casi Particolari

Passiamo ora in rassegna alcuni casi particolari che richiedono l’utilizzo di alcuni accorgimenti rispetto alla procedura vista nel paragrafo precedente.

Trend rialzisti o ribassisti

Quando è in corso un trend di breve termine, individuabile attraverso l’osservazione dei massimi e dei minimi, è consigliabile operare solo nel verso del trend. E’ bene utilizzare un atteggiamento più conservativo da un lato e più aggressivo dall’altro. Se ad esempio è presente un trend rialzista, il momentum può considerarsi raggiunto quando solo uno degli indicatori segnala ipervenduto. Il grafico sottostante mostra un trend crescente dove il segnale di acquisto viene segnalato in modo netto sull’Oscillatore Stocastico, ma non si completa sulle Bande di Bollinger.

Swing Trading - Grafico a candele giapponese che mostra la conformazione parziale del momentum durante una fase rialzista
Momentum – Segnale parziale su trend crescente

E’ anche opportuno per ottimizzare i profitti, attendere il completamento di un segnale di chiusura completo. Un segnale di chiusura completo si raggiunge quando il prezzo chiude al di sopra o al di sotto delle Bande di Bollinger (sul lato opposto a quello di apertura) e la linea D dell’Oscillatore Stocastico scende al di sotto di 20 o al di sopra di 80.

Movimenti laterali a bassa volatilità

Potrebbe capitare in alcune circostanze, che il prezzo si muova su range molto ristretti per alcuni giorni. Ci si può rendere conto facilmente di queste situazioni, osservando il mancato completamento dei segnali su timeframe orario. Se le oscillazioni sono ancora di entità tale da consentire un guadagno soddisfacente, si può cambiare il timeframe portandolo a 30 minuti. Le regole di apertura e chiusura delle operazioni sono le stesse di quelle viste per il timeframe orario.

L’unica accortezza da adottare in questi casi, è di dimezzare ulteriormente il valore della posizione iniziale, dedicando non oltre il 2% del saldo del conto. Così, se il prezzo non dovesse muoversi nella direzione desiderata, potrai correggere una volta in più la posizione, restando all’interno delle regole di Risk Management. Nelle due immagini che seguono, si può osservare lo stesso canale laterale sull’Oro, dove i segnali su grafico orario non si completano, mentre su grafico a 30 minuti sì.

Fase laterale a bassa volatilità sull'Oro. I segnali su timeframe orario non si completano
Gold – Fase laterale su grafico orario
Fase laterale a bassa volatilità sull'Oro, impostato su timeframe a 30 minuti, dove i segnali per fare Swing Trading si completano perfettamente.
Gold – Fase laterale su grafico a 30 minuti

Fai trading sulle chiusure

Le candele giapponesi sono formate da tre elementi: un corpo centrale, le ombre e due distinti colori con significati differenti. Il corpo centrale è più largo ed i limiti superiore ed inferiore rappresentano i prezzi di apertura e di chiusura della seduta. Le ombre superiore ed inferiore, sono due linee sottili che partono dalla cima e dal fondo del corpo della candela e corrispondo rispettivamente al prezzo massimo e quello minimo della sessione di trading rappresentata dalla candela stessa. Inoltre, il colore della candela indica la posizione del prezzo di apertura e di chiusura. In genere, se è di colore rosso vuol dire che il prezzo di chiusura si trova in basso e quello di apertura in alto e viceversa, se è di colore verde.

Fare trading sul prezzo di chiusura delle candele, facilita le decisioni per il trader. Come si è visto, il segnale tipico per l’ingresso in un trade (momentum), è determinato, oltre che dagli indicatori tecnici, anche dalla forma dell’ultima candela. Durante una seduta di trading, la forma e il colore della candela corrispondente, possono variare molte volte. Questo può trarre in inganno il trader, spingendolo a prendere decisioni errate. Per questa ragione, è utile attendere la chiusura della seduta e valutare la forma dell’ultima candela prima di operare.

Un’altra ragione per la quale è consigliabile operare sulle chiusure, è legata all’operatività del trader. Se operi su grafico orario, è probabile che vorrai restare a guardare il grafico quanto più a lungo possibile per intercettare le occasioni migliori. Tuttavia è alquanto improbabile, qualora tu avessi altri impegni di lavoro, poter restare molte ore incollato allo schermo. Operando sulle chiusure di prezzo, si può riuscire a gestire con successo questa strategia, collegandosi alla propria piattaforma di trading soltanto durante il cambio da una seduta all’altra, anziché rimanere costantemente a guardare il grafico. Con le app per smartphone oggi disponibili, puoi comodamente aprire e chiudere le tue posizioni collegandoti alla piattaforma di trading qualche minuto prima dello scadere della sessione oraria. Le funzioni sveglia e calendario del tuo telefono possono tornare utili a questo scopo.

Differenza tra candela giapponese rialzista e ribassista
Candele giapponesi

Conclusioni

In questo articolo abbiamo trattato in modo dettagliato la tecnica dello Swing Trading, implementandola con altre strategie operative e mettendone in luce gli aspetti critici e i punti di forza. L’ultimo consiglio che ti proponiamo, è quello di cercare di prendere confidenza con questa strategia, utilizzando un conto demo per qualche tempo. Solo così potrai comprendere appieno le sue dinamiche ed evitare di commettere errori.

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